PARTE SECONDA
LO SPIRITO DI PROFEZIA DEL BEATO FRANCESCO
CAPITOLO XII
PREDICE AD UN ECCLESIASTICO DA LUI GUARITO
CASTIGHI PEGGIORI SE RICADRA’ NEL PECCATO
626 41. Nel tempo in cui il santo padre giaceva ammalato
nel palazzo del vescovo di Rieti, era pure costretto in un
letto, perché infermo e attanagliato dai dolori, un
canonico, di nome Gedeone, uomo sensuale e mondano. Fattosi
portare da Francesco, lo scongiurò con lacrime a voler
fare su di lui il segno della croce.
Rispose il Santo: «Come posso benedirti se da gran tempo
sei vissuto secondo i desideri della carne e senza timore
del giudizio di Dio?». E continuò: «Ecco,
io ti segno nel nome di Cristo. Ma tu ricordati che subirai
pene maggiori se, una volta guarito, ritornerai al tuo vomito».
E concluse: «Il peccato della ingratitudine riceve sempre
castighi più gravi».
Tracciato su di lui un segno di croce, subito l'ammalato,
che giaceva fino a quel momento rattrappito, si alzò
sano, ed esclamò esultante: «Eccomi guarito!».
Molti sono testimoni che le ossa della sua schiena scricchiolarono,
come i legni secchi quando sono spezzati a mano. Ma passato
poco tempo, dimenticatosi di Dio, si abbandonò di nuovo
alla sensualità. Una sera si trovava a cena da un canonico
suo collega e si fermò quella notte a casa di lui.
All'improvviso crollò su tutti il tetto della casa;
ma, mentre gli altri scamparono alla morte, lui solo, lo sventurato,
fu schiacciato sotto il peso delle macerie e morì.
E non è meraviglia se, come aveva predetto il Santo,
fu colpito da un castigo più grave del primo: perché
si deve essere grati per il perdono ricevuto, e offende doppiamente
la ricaduta nel peccato.